Il cammino Ac 2021-2022

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Dagli Orientamenti ACI per l’anno associativo 2021 – 2022

Questi due ultimi anni sono stati certamente un’occasione preziosa per tutta l’associazione per avviare un ripensamento in profondità della nostra vita associativa. L’esperienza della pandemia, i drammi e le sofferenze attraversate da tante persone e tante famiglie, la precarietà sociale ed economica che ne è derivata e la fragile speranza di una ripartenza ci hanno addestrato a vivere con maggiore agilità e flessibilità il nostro modo di programmare e pensare alla vita associativa, cercando di renderla sempre di più esperienza significativa per la vita delle persone, spazio di relazioni autentiche aperte alla fraternità, servizio gratuito e disponibile alla prossimità.

L’interrogativo “per chi siamo?” ci ha accompagnato nel nostro percorso assembleare; tuttavia, vogliamo che resti aperto, perché lo riconosciamo generativo di un fecondo discernimento comunitario, capace di farci maturare nello stile dei discepoli-missionari.

L’icona biblica dell’anno: Fissi su di Lui (Lc 4,14-21)

C’è aria di attesa nella sinagoga di Nazaret, mentre Gesù apre il rotolo delle Scritture e legge l’annuncio di liberazione tratto dal profeta Isaia. Forse è simile all’atmosfera che abbiamo respirato durante la pandemia, dentro un misto di timore e di speranza: attesa di un futuro migliore, attesa di notizie finalmente buone, attesa di poter superare lo smarrimento, rielaborare i lutti, aiutarci in modo vicendevole a curare, almeno in parte, le ferite della solitudine e di un lavoro sempre meno sicuro.

E quando c’è attesa, immancabilmente gli occhi si spalancano, lasciando che giunga qualcosa di nuovo e ci scuota, ci liberi, ci rimetta in piedi. “Oggi”, dice Gesù, si realizza tutto questo, per il fatto che Lui è presente. Da quel momento in poi, chi desidera camminare nella via della prossimità, allargando, come può e dove si trova, lo stile fraterno, sa che può rimboccarsi le maniche, avere fiducia, legittimare la sua speranza. Quegli occhi fissi su di Lui, dunque, esprimono la consapevolezza che qualcosa di diverso deve finalmente succedere tra noi, affinché il rotolo letto da Gesù e realizzato nella sua carne diventi testo vivo in noi: vicinanza che genera fraternità, affinché nessuno sia escluso. Gli occhi fissi, a questo punto, non possono rimanere immobili: che abbiano incontrato davvero Gesù lo si vedrà da come si muoveranno in modo misericordioso e ospitale verso ogni fratello.

Il cammino dei settori e dell’Acr

SETTORE ADULTI

Con Questione di sguardi, l’itinerario formativo del settore adulti per l’anno associativo 2021-2022, i gruppi adulti saranno chiamati a diventare consapevoli che lo sguardo amorevole di Gesù cambia anche il modo di ciascuno di vedere le cose, ma soprattutto coloro che stanno accanto. Rende capaci di vedere in ogni persona, al di là delle sue capacità e delle sue cadute, un figlio di Dio da sempre amato, un fratello o una sorella che non si può ignorare, ma con il quale intraprendere un cammino condiviso al servizio della Chiesa e del mondo.

SETTORE GIOVANI

Con la guida Punto di non ritorno, i giovanissimi saranno accompagnati nella riflessione sul tema del ritorno, da leggersi, innanzitutto, come il bisogno costante di tornare a Lui. Radici, Compagnia, Creatività e Speranza sono i temi dei quattro moduli di cui la guida si compone, pensati come gli strumenti indispensabili per questo viaggio di ritorno che vogliamo vivere con i giovanissimi.

L’interrogativo Non ve ne accorgete? accompagnerà invece il percorso formativo dei giovani. Il titolo della guida non è solo una domanda, ma una provocazione a guardare con coraggio, speranza e profezia al nostro tempo. Attraverso le figure di Isaia, Geremia e Osea, i giovani sono chiamati a riscoprire tre atteggiamenti che ci rendono profeti: essere giovani portatori di un dono, protagonisti e cercatori di bellezza.

ACR

Nell’anno della novità, in cui il cammino dell’ACR accompagna i bambini e i ragazzi a scoprire il mistero di Gesù Cristo e in esso il desiderio di originalità e unicità, la domanda di vita che orienta il percorso prova a tradurre proprio questa aspirazione: «mi guardi?» esprime il desiderio dei piccoli di essere visti, riconosciuti e compresi nell’oggi della loro storia. Il luogo nel quale queste scoperte e riflessioni prendono forma è la sartoria, il laboratorio artigianale dove vengono realizzati gli abiti, uno spazio nel quale si esprime l’arte del creare. Per la persona che lo indossa, il vestito talvolta sembra essere un altro se stesso, quasi una “seconda pelle”, un modo per dire chi siamo per esprimere il bisogno di essere guardati come persone uniche, autentiche, originali. Ecco allora che la vita diventa Su misura per te!