In cammino sul Sentiero Frassati per un mondo migliore

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Sabato 2 luglio Azione cattolica, Montagna Giovani e Vita Trentina propongono una passeggiata sul Sentiero Frassati del Trentino (itinerario di 100km che collega il santuario della Madonna della Grazie di Arco al Santuario di San Romedio), nel tratto dal lago di Nembia al santuario della Madonna di Caravaggio di Deggia (San Lorenzo in Banale), dove il sentiero Frassati trentino fu inaugurato nel luglio 2011.

Nella ricorrenza del beato Pier Giorgio Frassati, a 120 anni dalla sua nascita, siamo invitati a riflettere sul valore della pace e dell’impegno sociale, prendendo esempio da «Pier Giorgio, che nutre un grande amore per la pace, credo fermamente alla possibilità di edificare una società giusta, di uguaglianza e di libertà, dove i beni siano equamente distribuiti. Ha coscienza che l’azione caritativa non basta, che bisogna risolvere i problemi sul piano dell’ordinamento sociale.» (da Pier Giorgio Frassati – Non vivacchiare ma vivere di Roberto Falciola, ed. AVE 2010)

Programma indicativo – Il percorso
  • Ritrovo ore 9 presso il parcheggio dell’oasi del lago Nembia (quota 826 metri, a un chilometro più a sud del Lago di Molveno, tra gli abitati di San Lorenzo Dorsino e Molveno). Come si raggiunge
  • Partenza ore 9.30; seguendo il Sentiero Frassati (numero 613) per circa 3,5 km si arriva a Deggia in circa 1 ora e 10 minuti.
  • Ore 11.15 momento di preghiera “Per un mondo migliore nel Santuario della Madonna di Caravaggio; segue pranzo al sacco.
  • Rientro a Nembia dalla strada forestale (2,5 km e circa 150 metri di dislivello).

L’itinerario, non difficoltoso, è ideale per famiglie, giovani e adulti; per chi lo desidera, è possibile anche raggiungere il santuario direttamente in macchina.
È gradita l’iscrizione entro giovedì 30 giugno scrivendo a azionecattolicatrento@gmail.com o lasciando un messaggio al numero 0461 260985 (lasciando anche il riferimento telefonico per un contatto diretto).
Necessario abbigliamento da montagna.

La locandina

Chi è Pier Giorgio Frassati

Pier Giorgio Frassati, giovane torinese benestante morto improvvisamente il 4 luglio 1925 a 24 anni di poliomielite fulminante (contratta probabilmente nell’assistere i malati), è stato beatificato nel 1990 dal Papa san Giovanni Paolo II con il titolo di “uomo delle otto beatitudini” e “alpinista tremendo”.
Una vita vissuta in pienezza: un’intensa vita spirituale, la dedizione senza riserve per i poveri, l’amore per la famiglia e per gli amici, l’allegria, la scelta di impegnarsi in politica per il bene del Paese, la passione per l’associazionismo… Pier Giorgio ha saputo vivere in modo straordinario la sua capacità di amare. Appassionato di montagna e di sport, studente di mineralogia per diventare ingegnere e “aiutare i poveri minatori, dando il buon esempio in maniera molto efficace”… il suo amore per la montagna, la gioia nell’amicizia e la gratuità nella carità ci incoraggiano a farci reciprocamente compagni di strada e custodi del creato. Testimone gioioso, generoso e credibile anche per i giovani d’oggi (è uno dei 13 testimoni per la GMG 2023), convinto che ha senso vivere e non solo “vivacchiare”, ci aiuta a camminare insieme al passo dei più bisognosi, “verso l’alto”.

L’IMPEGNO PER UN MONDO MIGLIORE

«Pier Giorgio Frassati, che fu beatificato il 20 maggio del 1990, è stato scelto come patrono per la Gmg che si terrà a Lisbona nell’estate 2023. Una notizia che ci fa riflettere sulla sua vita e sulla sua ordinaria santità. 
Che Pier Giorgio fosse patrono dei giovani, del resto, lo testimonia la sua vita, una storia di santità vissuta nella quotidianità dello studio, della carità, delle relazioni coltivate nelle frequenti camminate in montagna; una santità che parla di una relazione profonda con il Signore, espressa attraverso la gratuità e l’autenticità dei gesti. […] ha saputo dedicare non soltanto un po’ del suo tempo ma tutto quello di cui disponeva al servizio dei più poveri e degli ultimi.
Rileggendo la vita di Pier Giorgio abbiamo la certezza che è la capacità di donarsi, di essere Chiesa accogliente, che fa dilatare il cuore. Pier Giorgio ci ricorda un po’ la parabola del buon samaritano, perché è stato disposto a farsi carico delle miserie, delle povertà, dei dolori e delle necessità dei più bisognosi, aiutandoci a vedere come la nostra vita da credenti non possa non tenere insieme eucarestia e carità. Il Beato torinese, trovando Dio nel volto dei fratelli, si faceva, a sua volta, occasione di Incontro con il Signore, provando a servire con la Parola nel cuore e il sorriso sulle labbra.»

(da www.azionecattolica.it, 20 maggio 2022)

«Giovedì 6 aprile 2022 è stato il 120^ compleanno di Pier Giorgio Frassati.
Approfittando di questa data che ci consente di stare un po’ in compagnia di Pier Giorgio e di pregare con lui, vorremmo chiedergli che ci aiuti e ci illumini a crescere e a camminare nell’amore come lui vi ha camminato. Un amore che sia uno di anima e di corpo, e che abbia il suo centro nel possesso e nel dono di sé, nella relazione con il Signore e nella felicità del dono.
Inoltre tale ricorrenza ha un significato particolare in questo anno: “Pier Giorgio conobbe da giovanissimo il dramma della Grande guerra; e si dichiarò pronto a dar la vita perchè la guerra finisse. Soffrì le conseguenze sociali di quel conflitto; si adoperò perché tra gli europei rifiorisse la ‘vera Pace’, frutto non solo di accordi diplomatici, ma ‘del cristiano amore del prossimo’; aderì con entusiasmo all’organizzazione Pax Romana, che affratellava studenti universitari di tutta l’Europa, con lo scopo di preparare un futuro in cui la guerra non avrebbe più trovato posto”. E’ un invito a pregare per la pace: “Vorremmo perciò unirci alle preghiere che Pier Giorgio ha fatto e continua a fare per la pace, vicini non solo al popolo ucraino ma anche alle persone in mezzo alle quali viviamo, perché non soccombiamo alla paura che ci farebbe desiderare a nostra volta soluzioni violente o non radicate nella verità di Cristo”.
Questa tragedia dell’Ucraina ci ha fatto riscoprire in Europa l’amore fraterno. Sorprendente è stata la reazione verso i profughi. Il nostro pensiero voli a Robert Schuman, Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, questi grandi politici cattolici; a loro dobbiamo, che dopo una terribile guerra, anche tra le loro nazioni, convinti dei valori cristiani, del valore della pace, hanno portato all’Unione Europea, che oggi si trova sotto un’unica bandiera con le 12 stelle della corona della vergine Maria. Insieme alla preghiera per l’Ucraina, preghiamo che i giovani di tutto il mondo, anche quelli russi, seguendo il loro esempio e quello di Pier Giorgio, che considerava ‘la Libertà il più gran dono che Dio abbia dato agli uomini’ s’impegnino in politica quale davvero una delle più alte forme di carità.»

(da http://www.korazym.org/73740/pier-giorgio-frassati-una-preghiera-per-la-pace/)

Subito dopo la guerra del 15-18 l’Italia fu preda di gravi disordini sociali; i malcontenti provocavano uno sciopero dietro l’altro, reclamando la « collettivizzazione » delle fabbriche. Era stato versato molto sangue, allora i cattolici italiani guidati da Don Sturzo decisero di fondare un partito: il P.P.I. Le prime elezioni segnarono un trionfo, mandando al Parlamento 100 deputati.
Pier Giorgio si iscrisse con entusiasmo al nuovo partito, non con spirito di politica interessata, ma con un preciso disegno di Azione Cattolica. Per lui la politica era un dovere di cristiano, come l’amore verso i poveri.
Il cristiano deve interessarsi ai problemi e ai bisogni della classe operaia e contadina; ma non si potrà ottenere alcun risultato complessivo, in maniera stabile, senza l’aiuto della politica. Nel suo desiderio di correggere le ingiustizie sociali Pier Giorgio non vedeva per sé che un posto nello scacchiere politico: essere «cattolico di sinistra».
L’elevazione della massa proletaria, la formazione in tutti gli uomini di una salda coscienza della fraternità in Gesù Cristo, la costruzione di un mondo migliore, il regno di Dio sulla terra dove i ricchi rinunzierebbero ai loro privilegi, tali erano i temi che lo entusiasmavano nel partito di D. Sturzo.
Poteva apparire strano che proprio lui, nato in una famiglia borghese e agiata e figlio di un padre liberale, scegliesse una simile posizione politica.
Vi si vedeva una nuova prova della sua sincerità.
Più di una volta si era detto disposto a rinunziare al patrimonio paterno e distribuirlo ai poveri, se un giorno ne fosse entrato in possesso.»

(da https://fondazionepiergiorgiofrassati.it/)

Alcune citazioni di Pier Giorgio Frassati
  • “La pace sia nel tuo animo; ogni altro dono che si possegga in questa vita è vanità, come sono vane tutte le cose del mondo”.
  • “La nostra vita, per essere cristiana, è una continua rinunzia, un continuo sacrificio, che però non è pesante, quando solo si pensi che cosa sono questi pochi anni passati nel dolore, in confronto all’eternità felice, dove la gioia non avrà misura e fine, dove godremo una pace che non si può immaginare”.
  • “Bello è vivere in quanto al di là v’è la nostra vera Vita, altrimenti chi potrebbe portare il peso di questa esistenza? Se non vi fosse un premio alle sofferenze, un gaudio eterno, come si potrebbe spiegare la rassegnazione ammirabile di tante povere creature che lottano con la vita e spesse volte muoiono sulla breccia, se non ci fosse la certezza della Giustizia di Dio?”.
  • “La vita degli onesti è la più difficile, ma è la più breve per raggiungere quella del Cielo”
  • “Non chi subisce deve temere, ma chi usa la prepotenza. Quando Dio è con noi, non si deve aver paura di nulla e di nessuno… C’è Dio che ci difende e ci dà forza”.

(da www.papaboys.org)

Il santuario della Madonna di Caravaggio di Deggia

Il Santuario fu costruito per mano degli abitanti di San Lorenzo in Banale in seguito all’ex voto contratto dai sopravvissuti all’epidemia di colera del 1855. Questi fecero dapprima edificare un’edicola in onore di San Rocco e solo successivamente si decise di erigere una cappella in onore della Madonna. Nel 1862 Carlo Collini, parroco di Tavodo, ottenne dalla curia il permesso di benedire la cappella mariana. Nel corso degli anni, la devozione alla cappella della Beata Vergine accrebbe tanto che fu necessario abbatterla e ricostruirla da capo, grazie anche ai finanziamenti degli emigrati in America, della diocesi, dell’impero austriaco, nonché degli abitanti del posto.
L’edificio è a facciata unica con tetto spiovente, fiancate lisce e abside poligonale. La sacrestia è annessa ad esso e ha un accesso indipendente preceduto da un portico. La torre campanaria è costruita con pietra a vista e cemento, arricchita da bifore e con coronamento a torretta, gradonato.
L’interno è a navata unica, divisa in due campate. L’abside è coperto da volte a vela e a creste e  da vele. Fino al 1944 la chiesa e l’abside erano ornati da tanti ex-voto. Il presbiterio, elevato di un gradino, è preceduto da un’arcata; le pareti e le volte sono ornate da dipinti murali di Marco Bertoldi realizzati a tempera e ad affresco nel 1945, raffiguranti cinque scene mariane tratte dal Vangelo. Lungo le pareti laterali si possono ammirare gli affreschi di una “originale” Via Crucis.
Cosa unica e rara: il santuario è aperto 24 h al giorno, in ogni stagione dell’anno.

(da www.santuariitaliani.it)