Ci sono ancora laici nella Chiesa?

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Dall’articolo pubblicato su Camminiamo Insieme Novembre 2021 (pagina 12)

«Ciò che l’anima è nel corpo, questo siano i cristiani nel mondo (…) Dio li ha posti in un luogo tanto elevato, che non è loro permesso di abbandonarlo.» (Lettera a Diogneto)

Probabilmente molti di noi (penso tanti) in queste settimane sono stati interpellati, in qualche caso anche rincorsi, per confermare o dare ex novo la propria disponibilità per la candidatura nel rinnovo dei Comitati parrocchiali e dei Consigli pastorali. E così dentro di noi si è mossa la domanda: “Cosa posso dare ancora? perché proprio a me? però non posso tirarmi indietro: se tutti dicono di no…” e altro ancora. Il momento storico di forte cambiamento culturale e sociale che stiamo vivendo, anche come comunità cristiana, veramente ci interpella: in famiglia, al supermercato, al lavoro e in parrocchia… ci interpella perché avvertiamo la fatica, la distanza tra le persone, il vuoto attorno a noi e nelle nostre chiese.

Lo avvertiamo in particolare come laici corresponsabili di Ac, cresciuti e formati per essere piccolo seme, lievito, presenza che è sensibile, sollecita e aperta al servizio e al confronto con la concretezza della realtà. Dentro questo smarrimento, avvertiamo che proprio il ruolo dei laici viene nuovamente rimesso in discussione, ridotto nuovamente a semplice esecutore di servizi.

Che ne abbiamo fatto della teologia sul laicato? Dove è finito il Magistero del Concilio Vaticano II sull’ecclesiologia di comunione? Del sogno di una Chiesa, di una comunità cristiana rinnovata, pronta a vivere le sfide del terzo millennio? Nel nostro cammino di formazione in Ac – e per molti di noi è stato veramente un lungo e intenso cammino di formazione – i riferimenti alla Costituzione sulla Chiesa Lumen Gentium nel IV capitolo dedicato proprio ai laici e al Decreto Apostolicam Actuositatem (in particolare al nr 20 con le quattro note caratteristiche sul laicato associato) li abbiamo studiati, ci siamo confrontati e abbiamo cercato di farli nostri per poter essere presenza attiva e propositiva nelle nostre comunità e concretizzarli in uno stile di apostolato.
Il Magistero successivo ha cercato di tradurre e attualizzare questi punti cardine nei successivi documenti e oggi noi li ritroviamo, in particolare, nelle encicliche di Papa Francesco Laudato Si’ e Fratelli tutti, con il pressante invito ad essere presenza attiva nel quotidiano e nel mondo intero. Facendo nostro il grido dell’uomo e del creato, in un servizio sempre più coerente e attivo.

Non possiamo però non cogliere il rischio forte che il cambiamento che sta caratterizzando le nostre comunità ci svuoti della nostra identità di laici, che ci dimentichiamo di chi siamo chiamati ad essere come battezzati e del cammino fatto e cadere così nella tentazione di chiuderci in una pastorale d’élite, riservata a pochi. Come laici di Ac siamo testimoni e custodi di una storia di donne e di uomini cristiani che hanno veramente tessuto la trama della società italiana e della Chiesa in tempi di altrettanto profondo cambiamento.

In questi giorni mi ha fatto riflettere il motto storico dell’Azione cattolica “Azione, preghiera e sacrificio”: parole che ho sempre sentito quasi lontane, ma che oggi sento invece in modo diverso, mi riecheggiano dentro quasi profetiche.
Azione è agire, certamente, ma è anche prontezza, sguardo che sa cogliere le necessità, è ascolto attento.
Preghiera è sapersi accompagnati, ma ancor più preceduti dalla Grazia di Dio: la nostra non è una strada, un tempo non abitato, è kairos, è presenza del Risorto che cammina con noi.
Sacrificio… questo è un tempo di sacrificio nelle famiglie, nella comunità civile ed ecclesiale; è un tempo che ci chiede un di più di pazienza, di presenza, di dialogo, di riprovare e riprovare ancora, di coraggio…

E così la risposta che possiamo aver dato per la disponibilità per i Comitati parrocchiali non si è limitata solo ad un sì o ad un no, perché, per come siamo fatti (sicuramente bene!) anche davanti ad un proprio non posso troveremo modo di esserci e di fare la nostra parte, per riprendere un cammino ed insieme provare a leggere i segni di questi tempi e renderli strada da percorrere, con le nostre comunità.

Fabiola

Vedi anche il contributo dell’assistente diocesano don Giampaolo Tomasi Verso una chiesa sinodale (pubblicato su Camminiamo Insieme ottobre 2021)