Verso una chiesa sinodale

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Con il mese di ottobre si è aperta una fase nuova per la vita della Chiesa, che indicherei come fase “sinodale”.
Il termine vuol dire “camminare insieme” e non può essere semplicemente ridotto ad un processo decisionale che induca ad operare alcune o più scelte pastorali o a deliberare provvedimenti per un aggiornamento della vita delle comunità cristiane. È Papa Francesco che dal 2015 ci invita a riflettere sulla vita sinodale della Chiesa e ora ha chiesto alle diverse chiese locali – e perciò anche a quelle italiane – di avviare concretamente una fase nuova della loro vita pastorale.
synod
Il Concilio Vaticano II quasi 60 anni fa ha voluto ritornare alle origini della Chiesa che è il popolo di Dio “radunato dall’unità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Questo popolo è prefigurato nel popolo di Israele, che “cammina insieme” sotto la guida del suo Signore, nel tempo.
Oggi la Chiesa come popolo di Dio, per l’azione dello Spirito Santo, è segno di comunione per l’umanità e impegnata nella missione di offrire il Vangelo ad ogni cultura.
Da Paolo VI in poi abbiamo sentito parlare di sinodi dei vescovi e abbiamo accolto le loro riflessioni nelle esortazioni apostoliche dei Papi, che facevano sintesi dei lavori sinodali su varie problematiche ecclesiali.

Oggi Papa Francesco esorta tutta la Chiesa ad assumere la “sinodalità” come via, cifra, condizione e respiro per la vita di ogni cristiano, ossia come il modo normale di vivere e di operare con cui la Chiesa universale e locale dispone alla corresponsabilità tutti i suoi membri, ne valorizza carismi e ministeri e ne potenzia la fraternità in Cristo.
Papa Francesco ha detto ai vescovi italiani nel 2017: «Camminare insieme è la via costitutiva della Chiesa; la cifra che ci permette di interpretare la realtà con gli occhi e il cuore di Dio; la condizione per seguire il Signore Gesù ed essere servi della vita in questo tempo ferito. Respiro e passo sinodale rivelano ciò che siamo e il dinamismo di comunione che anima le nostre decisioni.» (Papa Francesco, Discorso introduttivo all’apertura dei lavori della 70^ Assemblea Generale della CEI, 22 maggio 2017, cfr. vatican.va).
«Oggi – aveva detto Papa Francesco a Firenze al Convegno ecclesiale nazionale – non viviamo un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento epocale» e questo chiede alla Chiesa un processo, guidato dallo Spirito Santo, che muti le sue forme di evangelizzazione e rinnovi le strutture ecclesiali.
Una fase sinodale si dà non solo quando chiediamo allo Spirito Santo intelligenza e sapienza per prendere decisioni buone, ma anche quando insieme ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo per raggiungere gli obiettivi che abbiamo definito. Non inventiamo nulla di nuovo. La Chiesa antica, specie nei primi secoli della sua storia, affrontava le criticità che incontrava con l’ascolto dello Spirito Santo e con uno stile sinodale.

La Costituzione sulla Chiesa del Vaticano II ha affermato che pari è la dignità dei membri della Chiesa, in quanto tutti per il Battesimo sono figli di Dio e hanno ricevuto lo Spirito Santo (Lumen Gentium 9b), e che tutti sono investiti della missione affidata da Cristo alla sua Chiesa. Con queste precisazioni il Vaticano II poneva fine alla distinzione plurisecolare tra una chiesa docente (i vescovi e loro collaboratori) e una chiesa discente (i laici). È giunto il tempo che anche i laici partecipino al governo ecclesiale secondo i compiti, i ruoli e i modi che sono loro propri. Lo Spirito Santo dispensa a tutti i suoi carismi e grazie speciali che rendono tutti «adatti e pronti ad assumersi vari incarichi e uffici utili al rinnovamento e alla maggior espansione della Chiesa» (LG 12). Inoltre i laici «hanno la facoltà, anzi talora anche il dovere, di far conoscere il loro parere su cose concernenti il bene della Chiesa» (LG 37).

Il prossimo sinodo, che ha per tema “per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”, si svolgerà in tre fasi. Nel 2015 Papa Francesco, commemorando il 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei Vescovi, aveva affermato: «L’articolazione delle differenti fasi del processo sinodale renderà così possibile l’ascolto reale del Popolo di Dio e si garantirà la partecipazione di tutti al processo sinodale».
La prima fase durerà questo anno pastorale 2021-22 e si articolerà a livello di diocesi, con la partecipazione del popolo di Dio che sarà chiamato a fare un discernimento sul cambiamento epocale che sta toccando anche la Chiesa, per individuare le priorità e le aree di impegno, per rinnovare i modi dell’evangelizzazione e le strutture ecclesiali.
Il nostro arcivescovo Lauro ha già scritto alla nostra Diocesi una “Traccia per il lavoro sinodale” che invito i gruppi di Ac a leggere insieme. Obiettivo della prima fase per la nostra Diocesi è l’ascolto dei battezzati con una modalità inclusiva, che coinvolga anche chi non partecipa attivamente alla vita ecclesiale. Ipotizzo che si lavorerà per gruppi di zona su un documento preparatorio, accompagnato da un questionario e da un vademecum con proposte per realizzare la consultazione. Invito i soci di Ac a collaborare, se verrà richiesta la loro partecipazione.

don Giampaolo Tomasi
(assistente diocesano Ac)

I materiali per offerti dalla Diocesi per il rinnovo dei Consigli pastorali:

– la lettera del Vescovo Lauro Voglio avvicinarmi a osservare (settembre 2021)
– 2 tracce di preghiera e riflessione: VOGLIO AVVICINARMI A OSSERVARETOGLITI I SANDALI
– l’omelia del Vescovo Lauro alla Santa Messa di avvio della fase diocesana del Sinodo della Chiesa (17 ottobre 2021)