Appello dell’Ac Triveneto per il conflitto Israele-Palestina

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La Presidenza diocesana si unisce all’appello dell’Azione cattolica di Vicenza, sottoscritto dalle associazioni della regione Triveneto, nell’esprimere tutto il proprio biasimo per la tragica vicenda che sta insanguinando in queste ore la Terra Santa, dalla striscia di Gaza a Gerusalemme fino alla Cisgiordania.

L’appello (dal sito dell’Ac del Triveneto)

«Le violenze e i soprusi, a prescindere dalle responsabilità di una fazione piuttosto che l’altra, non sono e non devono mai essere giustificati e giustificabili. Invitiamo tutte le parti in causa a cessare immediatamente e senza condizioni le ostilità, che stanno colpendo in modo indicibile i civili e in particolare i bambini.

Come Azione cattolica ribadiamo con forza che solo la strada della pace offre futuro, senza se e senza ma: siamo invece assolutamente convinti che la guerra, come già diceva Papa Francesco due mesi fa a Bari chiudendo l’incontro “Mediterraneo, frontiera di pace”, è solo “follia”.

Esortiamo tutti coloro che hanno voce in capitolo, a livello politico, religioso, diplomatico, ad intercedere affinché si giunga quanto prima ad una tregua, se non alla cessazione immediata del conflitto.

Facciamo nostro l’invito che da più parti, compresa la nostra associazione nazionale, giunge a coloro che costruiscono, legiferano e trafficano armi pesanti: sentiamo particolarmente vicine le parole del Messaggio all’Italia di poche settimane fa, redatte dal consiglio nazionale di Ac, a conclusione della XVII Assemblea dell’Azione cattolica: “Occorrerà prendere sul serio la sfida della cura del creato nella logica dell’ecologia integrale. Non potrà esserci futuro senza la pace: per costruirla occorre un grande lavoro educativo, a tutti i livelli, oltre a scelte concrete come la riduzione delle spese nella fabbricazione di armi.”

Il nostro appello va a tutti gli uomini di buona volontà, affinché la preghiera, l’azione e la misericordia di tutti e di ciascuno possa alleviare le sofferenze di tanti nostri fratelli in queste terre martoriate dal dolore e dalla sofferenza.»

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