Portare Gesù nella Gerusalemme dei nostri giorni

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Grazie alla felice intuizione di un gruppo di genitori di Levico Terme e alla felice matita di Vera Duiella, che raccontano l’entrata di Gesù a Gerusalemme durante la domenica della Palme dal punto di vista dell’asinello che lo porta, è disponibile anche presso la sede diocesana il bel libriccino recensito anche su Vita Trentina di questa settimana “Mi chiamo Onorio Fortunato. Avventura di un asinello speciale“.

Il testo è disponibile presso la sede diocesana Ac negli orario di apertura dell’ufficio.

Il racconto

Nelle parole appassionanti di Alessandra Osculati, che ce lo presenta, risalta il valore del raccontare ai bambini in modo autentico cosa significa l’amicizia con Gesù e qual’è il ruolo di ognuno di noi, bambini o adulti, nel portare Gesù nella nostra vita e in quella degli altri, scoprendo che… è Gesù che porta noi.

 

Portare Gesù, come l’asinello

Immaginate di introdurre dei bambini alla Settimana Santa guardando le cose con gli occhi dell’asinello che ha portato in groppa Gesù il giorno dell’ingresso a Gerusalemme.

Questa esperienza è l’esperimento che abbiamo tentato a Levico Terme lo scorso anno, con un gruppo di giovani famiglie della parrocchia, utilizzando un bel racconto capace di colpire la fantasia dei più piccoli e nello stesso tempo di suggerire riflessioni serie ai loro genitori.

Grande entusiasmo hanno suscitato innanzitutto i due asinelli in carne e ossa che hanno accolto i bambini al loro arrivo in oratorio, nel pomeriggio della Domenica delle Palme; quindi ci siamo gustati il piacere di ascoltare la storia davvero originale dell’incontro tra Gesù e l’asinello, accompagnata dalla proiezione di immagini realizzate da Vera Duiella, grafica e disegnatrice molto abile oltre che mamma di tre bambini.

Da questa esperienza è nata una pubblicazione, ora disponibile a chi fosse interessato. Porta il nome del protagonista, Onorio Fortunato, la cui vera, grande “fortuna” è proprio quella di aver conosciuto una persona speciale come Gesù. Il nostro asinello, giovane, inesperto, spaventato perché non sa bene cosa lo aspetti, viene a poco a poco conquistato dal Maestro, dai suoi modi gentili e premurosi, dalle sue mani che lo accarezzano con dolcezza; ogni paura è vinta, Gesù si rivela un carico leggero, anzi lungo il cammino Onorio si accorgerà con grande stupore che, in realtà, è Gesù a portarlo in braccio e a prendersi cura di lui.

Molto bella è poi la descrizione dell’arrivo a Gerusalemme, con la folla festosa che acclama Gesù, da una parte, e le facce scure di chi trama contro di lui dall’altra. Onorio non sa bene cosa ci sia in gioco, percepisce ostilità nei confronti del Maestro e preoccupazione tra i suoi amici, mentre in lui cresce l’affetto per quest’uomo tanto che potrà dire, alla fine, in cuor suo: “ormai mi sembrava impossibile stare senza di lui”.

Con grande delicatezza, nella sua semplicità, il racconto narra la nascita di un’amicizia con Gesù, la scoperta del suo volto e del suo cuore. Per i bambini il messaggio è immediato, ma anche i grandi possono trovare sottolineature e “sfumature” che sollecitano la loro riflessione: in particolare, nella parte finale del testo è riportata una versione più estesa e completa del racconto, indirizzata ad alimentare una fede adulta. Nel Tempo Pasquale, ma anche nell’ordinarietà della vita quotidiana, in cui siamo chiamati a portare Gesù nella nostra vita e, attraverso i nostri gesti e parole, nella vita di chi incontriamo.

Alessandra

(Ac diocesana)