Le notti pasquali

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Ringraziando suor Chiara Curzel (suora trentina dell’ordine delle Figlie del Cuore di Gesù, docente di Patristica presso l‘ISSR R. Guardini di Trento) che ha guidato gli Esercizi Spirituali di Quaresima “Essere dono nella relazione e quanti hanno partecipato in un clima di assorto silenzio e sintonia spirituale, proponiamo una breve sintesi delle 4 meditazioni.

Suor Chiara ci ha proposto un percorso per passare dalla luce del giorno alla notte, in cui i contorni non sono così nitidi ma si riescono a vedere meglio le cose più lontane, come le stelle… uno sguardo positivo sulla notte, che è grembo di vita, desiderio, spazio per acquietare i pensieri urgenti, luogo della speranza in cui attendere l’alba, che è momento della promessa; capacità di immaginare contorni nuovi, voci nuove, di immaginare un futuro possibile; tempo in cui il nostro uomo interiore discerne e coltiva fiducia. Dio le cose importanti le fa di notte! Entriamo con Dio nelle sue notti liberatrici e creatrici, perché nella penombra ci aiuti a vedere qualcosa di nuovo.

Le meditazioni hanno preso l’avvio dal Poema delle quattro notti (un antico testo rabbinico che si trova nella traduzione aramaica del Pentateuco “Targum – Codex Neofiti I”), che commenta le quattro notti di veglia in cui Dio agisce nella storia; il testo è stato il punto di partenza, in chiave cristiana e alla luce della tradizione della Chiesa, per rileggere come Dio per amore crea e ricrea l’uomo libero nella sua piena dignità di figlio, continuamente perdonandolo e riscattandolo dal male per restituirlo alla bellezza originale e donargli vita vera.

  1. LA NOTTE DELLA CREAZIONE, in cui Dio sogna di creare qualcosa di diverso da sé e si ritira per lasciare spazio al creato con un immenso atto di umiltà. Quando solo il pensiero di Dio abitava la notte, Dio fa un passo indietro e crea la luce, il cosmo (ordine bello), gli esseri viventi (su cui sparge bellezza) e l’uomo (“molto bello”, che porta in sé la forma del figlio). Crea l’uomo come coppia, uno di fronte all’altro con pari dignità e insieme di fronte a Dio liberi e felici, in una libertà che è totale e quindi rischiosa perchè fragile e sempre incompiuta, ma come scelta di amore assoluto che chiede una risposta di responsabilità verso il creato e verso i fratelli. Noi veniamo dalle mani di Dio e siamo destinati ad una vita piena, custodi gli uni gli altri nella solidarietà e dignità.
    Dio continua ad essere creatore e a desiderare il bene e il bello; tutta la Bibbia è annuncio di creazione, di terra promessa, di mondo nuovo ricreato.
    Dio creatore è umile e onnipotente insieme, si tira indietro per lasciare spazio alla libertà dell’uomo e non si allontana mai da lui, continuando a creare e ricreare attraverso il perdono. Siamo ricamati, intessuti fin dal grembo materno e Dio sa riportarci alla bellezza originaria.
    Nella notte non comprendiamo tutto, resta il mistero, ma possiamo continuare a sperare nella luce in un atteggiamento di umiltà che chiede di essere grandi per abbassarsi e farsi piccoli accanto agli altri, togliendoci dal centro. Possiamo alzarci solo aggrappandoci a Dio e ci realizziamo nel promuovere, dare e custodire la vita.
  2. LA NOTTE DELL’ALLEANZA è la notte del patto tra Dio e Abramo e Sara, vecchi e sterili, a cui promette una discendenza sterminata.
    L’alleanza si compie come era tipico tra i popoli antichi, ma Dio scende nella notte e mentre Abramo è preso da torpore e resta fermo a guardare, è solo Dio che passa attraverso gli animali squartati (segno che chi veniva meno all’alleanza avrebbe subito lo stesso destino): l’alleanza è unilaterale, è promessa di Dio che si assume tutti i rischi e da allora sarà sempre fedele al popolo che si è scelto, in tutto e nonostante tutto. Dio non si tirerà mai più indietro e la sua promesse rimane vera, qualsiasi cosa accada.
    Dio promette al nomade Abramo una terra, la stabilità; al vecchio e infecondo Abramo la fertilità e la discendenza; al fragile Abramo la fedeltà assoluta.
    Dio sceglie un suo popolo attraverso cui portare la sua benedizione a tutti gli uomini. Abramo, capostipite di questo popolo, è modello del credente, uomo che è chiamato a fidarsi dentro le proprie fragilità grazie ad un Dio che promette e scommette sul futuro e sulla certezza della sua presenza nella incertezza delle capacità umane.
    La notte della fedeltà è la notte d’amore verso il popolo/sposa; Dio promette gioia, frutti e stabilità e ci ridona speranza; ci ama dentro i nostri errori e il suo amore si rinnova ogni giorno; così anche noi siamo chiamati a rinnovare il nostro amore, ogni giorno e in ogni età della vita: c’è sempre un modo nuovo per amare. Questa realtà, questa promessa e questa legge è già scritta nel nostro cuore e la fonte rimane Dio. Questo amore di cui siamo protagonisti non è nostro, ci abita ed è più grande delle nostre capacità.
    Anche questa notte è mistero e a volte la fecondità è invisibile; ma nulla va perduto e tutto si realizza nella dedizione e nel dono di sé. In questo ha un ruolo speciale la preghiera e la benedizione di Dio su di noi e di noi sugli altri, perché tutto ha senso nell’amore di Dio.
  3. LA NOTTE DELLA LIBERAZIONE: Dio libera il suo popolo dalla schiavitù fisica e morale, facendolo uscire dall’Egitto e donandogli la capacità di andare oltre la rassegnazione di cui si accontenta, si adatta e non sa più sognare. Dio combatte per il suo popolo con tutte le sue forze, è disposto a tutto pur di liberare il suo popolo, che sperimenta la presenza di Dio, lo segue e crede in lui.
    Anche quando perdiamo la strada, Dio ci è sempre accanto e sogna la nostra libertà.
    I nemici da affogare oggi, secondo la sapienza della Chiesa, sono i vizi e per sconfiggerli siamo chiamati a guardare a Gesù, uomo libero per amore, dipendente dagli altri per scelta di amore.
    Per la libertà del suo popolo Dio continua a combattere e a stare accanto, anche quando scegliamo il male, in una storia di salvezza complessa e misteriosa. La nube luminosa che accompagna il popolo nel passaggio del Mar Rosso è l’ossimoro della fede, che è vedere nella notte buio e luce e coltivare speranza nel mistero; a volte la nube splende, altre volte siamo avvolti nella nebbia e dobbiamo accettare di stare fermi e di non sapere, ma dobbiamo imparare a scommettere nella luce e saper guardare alle grandi cose che il Signore ha fatto per noi.
  4. LA NOTTE DELLA RISURREZIONE: per gli Ebrei la quarta notte è quella del ritorno del messia, per noi cristiano è la notte di Gesù, compimento di tutta la storia dell’Antico Testamento con la vittoria di Cristo sulla morte per ridare a tutti la vita.
    La notte della veglia pasquale ripercorre tutta la storia della salvezza (dalla creazione ad Abramo alla Pasqua ebraica alle letture dei profeti Isaia, Baruc ed Ezechiele che annunciano i tempi nuovi; per terminare con la Lettera ai Romani, che annuncia il mistero della morte e risurrezione di Gesù, a cui siamo intimamente uniti, con-morti, con-sepolti e con-risorti). Nella liturgia si annuncia, vive, condensa e anticipa il mistero reale della risurrezione e la Pasqua è
  • passione-morte-risurrezione insieme; per i riti orientali è Pasqua già giovedì santo e la croce è il trono da cui Gesù regna; l’amore con cui Gesù è salito sulla croce vince la morte. La risurrezione è la risposta d’amore del Padre all’amore del Figlio e ridona la vita a Cristo e all’uomo. Non è la sofferenza che ci salva, ma l’amore; e se l’amore di Dio Padre è potente, i nostri piccoli gesti di amore ne sono un segno
  • passaggio dalla morte alla vita, dalla schiavitù alla libertà; il battesimo ne è segno sacramentale, così come l’eucaristia: rinascere dall’acqua e dal sangue è passare dalla morte alla vita; il battesimo ci crea corpo, Chiesa e comunità
  • nuova creazione: Dio ricrea con il perdono, ma soprattutto con la ri-surrezione (alzarsi di nuovo), in un percorso che parte da lontano per arrivare al suo compimento, da Adamo a Gesù (che scende negli inferi e ne tira fuori Adamo ed Eva), con una ri-creazione in meglio (che ci rende migliori rispetto alla creazione originale). La liturgia ci aiuta a sentire questa giovinezza restituita e a seminare tracce di risurrezione e di speranza anche attraverso piccoli segni quotidiani
  • Eucaristia, che è Pasqua di ricordo e di attesa: la notte di Pasqua è il momento centrale del mistero eucaristico, nella comunione dell’assemblea che la celebra.

Qualche immagine del fine settimana ad Arco