La pace, oggetto della nostra speranza

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Il Messaggio di Papa Francesco per la 53° Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2020) “La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica” mette a tema la necessità della custodia reciproca nella fratellanza, nella memoria, nella coscienza morale, nel dialogo, nel rispetto e nella riconciliazione.
Il lavoro paziente di ricerca della verità e della giustizia, l’etica globale di solidarietà e cooperazione, la trasmissione dei valori cristiani. il rispetto dell’uomo e del creato ci chiamano a testimoniare la pace con speranza e ad essere artigiani di giustizia e di pace.

A livello diocesano, l’Area Testimonianza e Impegno Sociale – grazie all’impegno della Pastorale Sociale, Ambiente e Turismo – la Giornata Mondiale della Pace sarà vissuta anche a Trento con un momenti di riflessione alle Gallerie di Piedicastello, seguito dalla marcia silenziosa fino alla chiesa di Cristo Re dove l’arcivescovo Lauro presiederà la S. Messa.  

 

L’Azione cattolica celebra e si impegna per la Pace in tutto il mese di gennaio (Mese della Pace, appunto), offrendo a ragazzi, adolescenti, giovani e adulti che si incontrano e si formano in gruppo degli spunti di riflessione a partire dal Messaggio del Papa e dalle esperienze di impegno concreto nel quotidiano.

Il Sussidio Pace 2020

Piazza la Pace è lo slogan che caratterizza l’iniziativa di Pace 2020: un invito e un impegno a mettere in campo tutte le proprie capacità a servizio del bene comune. In un tempo in cui spesso la difficoltà o l’impossibilità a soddisfare i bisogni primari impedisce di essere cittadini a tutti gli effetti e di costruire comunità realmente accoglienti e generative per tutti, l’Azione Cattolica sceglie per quest’anno di dedicare il mese della pace a ben due progetti entrambi volti a supportare persone e famiglie in difficoltà a causa di contesti sociali ed economici caratterizzati da grande povertà e fortissime difficoltà sociali.

Le due associazioni alle quali destineremo gli aiuti raccolti con questa iniziativa operano in Pakistan e in Africa, luoghi nei quali spesso la garanzia di livelli anche minimi di sussistenza economica, istruzione, tutela dei diritti è pregiudicata da condizioni economiche e sociali difficilissime.

  • Insieme all’associazione “Missione Shahbaz Bhatti Onlus”, che opera nel Punjab (una regione del Pakistan) ci impegneremo affinché nel Villaggio di Khushpur (che tradotto vuol dire villaggio della Felicità), paese natale della famiglia di Shahbaz e di Paul Bhatti, le famiglie possano liberarsi dalla miseria che mina la dignità delle persone. Lo “strumento” è il dono di due pecore che innanzitutto permettono la sopravvivenza, ma poi diventano punto di partenza di un’attività economica di sussistenza. Come segno di ringraziamento, la famiglia che riceve questo dono, si impegna a restituire al parroco del villaggio il primo agnello nato, che a sua volta sarà dono per un’altra famiglia in necessità, creando così una catena di solidarietà e cooperazione. Il fine ultimo sarà quello di creare pian piano un gregge e provvedere al sostentamento di molte famiglie povere. 
  • Con l’Associazione l’AFRICA CHIAMA onlus rivolgeremo la nostra attenzione anche al Kenya e in particolare alla Circoscrizione di Roysambu con i rispettivi distretti di Githurai, Kahawa West, Zimmerman, Kahawa e Roysambu. Qui orienteremo il nostro impegno: al supporto e all’ assolvimento dei bisogni primari, in modo particolare cibo, salute, riparo; a favorire l’inserimento; ad avviare percorsi di reinserimento familiare. In che modo? Il progetto segue un percorso di primo approccio in strada attraverso visite con cadenza settimanale, dove vengono identificate le dinamiche e le problematiche del bambino. Subito dopo il bambino viene accolto e supportato nel centro, tramite attività ludiche ed educative che mirano sia a sviluppare e accrescere le loro conoscenze, sia a sviluppare le cosiddette life skills. Vengono inoltre organizzati allenamenti di calcio e successivi tornei con le altre squadre presenti sul territorio. In questo modo si contribuisce non solo allo svolgimento di un’attività fisica sana ed adeguata, ma anche a potenziare lavoro di squadra e rispetto delle regole. Durante le giornate che trascorrono presso il centro, hanno inoltre accesso a due pasti, uno a metà mattina e uno a pranzo. Il supporto nutrizionale viene svolto anche durante il weekend, dove offriamo il pranzo della domenica direttamente sul territorio di Githurai, dove molti di loro risiedono. Infine è inoltre previsto un supporto sanitario.