La cura dello sguardo

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Questa volta ci affidiamo agli occhi e ai pensieri di un poeta: Franco Arminio prende spunto dalle nostre fragilità e inquietudini – a partire da quelle che il tempo della pandemia ha messo in mostra – illuminandole con parole di speranza. Per curare le nostre ferite abbiamo bisogno di un nuovo sguardo, che sia aperto e positivo nei confronti degli altri. «Dobbiamo spalancare gli occhi» scrive, e guardare bene quello che ci gira intorno, le persone, gli ambienti, le situazioni, le novità: ci curiamo di noi stessi nella misura in cui guardiamo al di fuori di noi.

Ogni sofferenza, anche la più piccola e privata, in realtà riguarda tutti e la cura sta nella ricerca di una nuova comunicazione tra le persone. Dovremmo usare le parole per stare vicini gli uni agli altri, per cercare un senso condiviso alle incertezze e alle paure, per comunicare meglio: le parole sanno unire i nostri sguardi, sanno fare comunità, possono dare coraggio al bene.

Vi offriamo alcuni assaggi di questo piccolo libro, quasi scintille di luce per questo tempo di Natale, con l’invito a prenderlo in mano e gustarlo dalla prima all’ultima riga…

 

Gli errori

Spesso siamo vittime di errori. Da parte nostra e da parte degli altri. Possiamo passare tanto tempo ad accusare, ad accusarci. Non è tempo speso bene. Dobbiamo considerare che nell’errore c’è l’energia della riparazione. E va usata tutta. Senza l’errore non avresti avuto quell’energia. Sembra quasi che la vita per andare avanti abbia bisogno della spinta dell’errore. E se pensavi di aver fatto al meglio un certo compito ti accorgi che dopo l’errore ti è venuta un’attenzione più grande. Non devi benedire gli errori, non li devi cercare. Semplicemente quando arrivano ti devi raccogliere e metterti a fare un lavoro buono, per te stesso o per gli altri.

Consigli per ammalarsi poco

Resta imperfetto. Non preoccuparti se ti opprimono. Peggio per loro. Resta pronto a cambiare. Tieni conto dei tuoi difetti, non di quelli degli altri. Cerca di conoscere bene il luogo in cui ti trovi. Bada all’animo e all’impressione. Cerca le tue parole.

I miracoli

Quando nessun essere umano
ti cerca
accarezza un albero,
bevi a una fontana,
guarda le cose che stanno nel mondo
come se il tuo sguardo potesse salvarle.
Esci, cammina,
ricordati che prima di morire
puoi fare cose impossibili,
impensate.
Sono tornati i miracoli.

Guardare

Io guardo ogni cosa come se fosse bella.
E se non lo è vuol dire che devo guardare meglio.

La dolcezza

C’è un deposito di dolcezza dove vanno a prendere i loro sorrisi i bambini, il loro colore le rose, la loro innocenza gli animali.
Per entrarci e fare rifornimento di dolcezza, devi promettere che la dolcezza non è per te, è per altri.

La gioia

La gente si comporta come se non fosse viva. Non è da vivi camminare per strada senza la passione del guardare. Non è da vivi stare seduti a litigare con il proprio ronzio.
Tu vivi per tutto quello che ad altri sfugge. Esulta per la cena, per il sonno, per l’abbraccio, canta ogni letizia, ogni terrore.
Dove ci sei tu nessuno si può permettere di trascurare la gioia.

Non bastano i medici e gli infermieri

Bisogna ragionare sui danni che ha fatto l’isolamento in questi mesi. Ci sono tante cose da fare, ci sono tante persone che vivono l’ultimo periodo della loro vita senza le corde che c’erano un tempo. Vorrei che trovassimo un modo per dare attenzione alle paure di ognuno. Ora che c’è la libertà di muoversi non dimentichiamo di andare a trovare i vecchi e i malati, di parlare con loro. C’è tanta sofferenza in giro. Non bastano i medici e gli infermieri.

Nessun giorno senza amore

Dobbiamo trovare il modo di tener vivo l’amore. È un compito grande che spetta a ognuno di noi, ogni giorno. Nessun giorno senza amore: questa ora dovrebbe essere la nostra legge, l’ordinanza più urgente e più rispettata.

Le cose

Non esistono scuole per guardare. Ci vuole un duro esercizio per apprendere l’arte dello sguardo. Chi guarda bene si ammala più difficilmente. Le cose che entrano dagli occhi possono essere farmaci. Se fotografi una conca rotta, un uomo che cammina, un balcone, se guardi cose dismesse, abbandonate, diventi una piccola arca di Noè, porti in salvo qualcosa. Salvare aiuta a stare meglio. Invecchi lo stesso, ma lo fai in compagnia. E le cose rilasciano sostanze buone dentro di te. Un albero può fiorire nelle tue vene, un bel viso è un affresco dentro le tue tempie.

Alessandra