I primi passi del “nostro” don Riccardo Pedrotti

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Tre giorni di festa e un campo scuola ACR…

In queste settimane estive don Riccardo Pedrotti ha celebrato la, o più correttamente, le sue prime Messe al campo scuola ACR che si è svolto alla colonia Maria Goretti.

La casa, che dalla sua posizione domina la Vallagarina, da decenni ospita gran parte dei campi scuola della nostra associazione ed è stata per molti di noi culla e palestra di vita. Molto lassù si è deciso di quello che era allora il nostro futuro ed è oggi il nostro presente.
In quelle settimane intense abbiamo assaporato e intuito quanto più ci arricchiva. Abbiamo ascoltato “voci”, guardato lontano, messo a fuoco obiettivi, coltivato speranze, inseguito sogni e costruito quanto, con l’aiuto “di Lassù” ci è stato possibile realizzare.
Tutte le cose fatte, e tra queste vi mettiamo a pieno titolo scherzi, giochi, corse a perdifiato, celebrazioni e veglie ad ogni ora del giorno e della notte, fanno parte di un lavoro di costruzione di ponti tra persone di età e provenienze diverse e tra noi e Lui.
I campi scuola hanno come obiettivo offrire ai ragazzi e agli animatori più occasioni per incontrare e aver nostalgia di quel Dio che, da buon Padre, ci indica un percorso per vivere con soddisfazione i propri giorni. Nell’aria tersa del Finonchio, come in quella che si può respirare in campi scuola e campeggi, riesce spesso più semplice capire che cosa sarebbe bello fare “da grandi”. Lassù, abbiamo rincorso e scoperto la forza di quell’Amore che ci faceva correre incontro ai più piccoli, rincorrere i più grandi e, per molti di noi, correre verso e con le persone con le quali avremmo, da quei giorni, corso per tutta la vita.
Per amore si lavorava fino a notte fonda, per amore si esercitava la fantasia nel superarsi a vicenda nel gioco e nel servizio: tutti riflessi di un amore più grande che nei campi scuola si percepiva e si percepisce, un amore presente e rinnovatore.
I mesi dei preparativi e quelle intense settimane erano anche l’occasione per meglio conoscere i cappellani e le suore che ci accompagnavano nella formazione di ragazzi e animatori e vivendo con loro era possibile avvicinarsi e apprezzare la scelta che gli aveva portati a vivere per il prossimo.
Quelle settimane estive erano infine la sintesi di un impegno che iniziava ogni anno con il rinnovo di quel “Sì” con il quale si apre a settembre l’attività associativa.

Riccardo, che questi campi ha frequentato e animato, è cresciuto con noi attraverso un continuo susseguirsi di “Sì”: dalla disponibilità a consumare le scarpe nel piazzale della Beata Giovanna a Rovereto, agli impegni nei gruppi di formazione, sino all’accollarsi quella carica di presidente parrocchiale (parrocchiale è un termiche stretto per una associazione che ha da anni una dimensione cittadina), carica per la quale, spesso si fatica a trovare volontari…
Anche allora Riccardo disse “Sì”, assumendo forse per la prima volta quel ruolo di pastore alla guida di un gregge nutrito, eterogeneo e talvolta errante.
Questa palestra di chiamate alla disponibilità e di crescenti responsabilità ha probabilmente aiutato Riccardo a scoprire la strada del servizio. E’ convinzione di chi scrive che quelle settimane passate “sul monte” sopra Volano e le molte altre occasioni comunitarie offerte dall’associazione e dalla diocesi hanno aiutato Riccardo ad intuire che è possibile vivere per tutta la vita quella pienezza e quella gioia assaporata nei campi scuola e nei momenti di eccezionale impegno.
L’associazione lo ha certamente aiutato a portare nel pensiero e nel cuore la dimensione decanale e diocesana. A questa dimensione Riccardo era ben allenato: parrocchiano di Marco, ha prestato servizio nella parrocchia e nel coro di San Marco a Rovereto, al centro diocesano dell’AC nella commissione Acr e nella parrocchia di Sabbionara e di Gardolo nella quale in questi ultimi anni di seminario ha prestato servizio.

Il percorso formativo e spirituale di Riccardo ha avuto il suo culmine nelle tre celebrazioni che vogliamo ricordare: sabato 20 giugno l’ordinazione nella cattedrale a Trento, dove è stato salutato e abbracciato dal vescovo e dai sacerdoti della Chiesa trentina; domenica 21 giugno la prima Messa a Marco, dove amici e familiari hanno pregato e festeggiato con lui; e infine la già citata prima Messa lunedì 13 luglio al campo scuola diocesano Acr.
Il coro di cori che ha reso solenne la celebrazione in duomo e che si è trasformato in un familiare abbraccio di voci nella prima messa a Marco e nel concerto del giorno seguente, ben rappresenta quell’unità pastorale che siamo chiamati a costruire.
Alle sequenza delle litanie dei santi tra le mura duecentesche della cattedrale hanno fatto da contro altare le scanzonate voci nella palestra di Marco dove seminaristi, familiari di seminaristi, coristi, amici e compaesani hanno circondato Riccardo e la sua famiglia in una festa che ha testimoniato l’affetto e la gratitudine per quanto donato da Riccardo.Riccardo al campo Acr elementari (4)

L’ordinazione di Riccardo ha già dato molti frutti. Ha offerto l’occasione alle donne della frazione di Marco di lavorare insieme per cucire un’ampia coperta che lo scalderà nelle sue future molte canoniche, ha come detto, unito le voci del coro del duomo a quelle di molti coristi della città di Rovereto e delle frazioni, ha mobilitato alpini, cuochi, mastri birrai e musicisti.

Nelle prime messe al campo scuola, don Riccardo, fino ad allora al centro dell’attenzione per via dei molti festeggiamenti, ha iniziato a muovere i primi passi della sua missione sacerdotale abbracciando molti bambini che non lo conoscevano ma che, d’ora in poi, lo porteranno nel cuore per tutta la vita, come noi portiamo nel cuore il ricordo dei sacerdoti che ci hanno accompagnato.

Condividiamo infine con quanti leggono queste righe la preghiera espressa a nome dell’associazione alla prima Messa di don Riccardo, preghiera nella quale abbiamo affidato questo amico che con noi ha vissuto le preoccupazioni dello studio, del lavoro e del servizio, al suo angelo custode, affinché gli stia sempre a fianco e lo sproni nella sua quotidiana missione fatta di Parola e sorrisi.

Per gli amici roveretani, Fabio Campolongo