Gesù: dono di salvezza del Padre

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Dalla meditazione di don Giampaolo Tomasi alla II Giornata di Spiritualità dell’itinerario “Fissi su di Lui“.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI (3, 16-19)
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.

Gesù dono di Dio

Perché Dio ha voluto “possedere” l’uomo al punto di farsi egli stesso uomo? Ha voluto possedere l’uomo per poterlo donare: Gesù è l’uomo donato da Dio agli uomini. Nel brano di Giovanni è espressa questa verità. Nessun uomo si è dato con radicale dedizione agli altri, paragonabile a quella di Gesù. L’uomo da solo non sarebbe capace di tale dedizione, ma Dio sì e perciò ecco, il Padre dà Gesù agli uomini.
Tutta la vita di Gesù è vissuta per noi, egli è dono continuo di vita, parola, amore, senso e significato a noi, fino al culmine della morte. Questa dedizione gli è possibile perché Gesù è il Figlio di Dio unigenito. Poiché Egli e il Padre sono “una cosa sola”, la sua generosità è instancabile: è il mistero profondo di Dio, questa mirabile comunione d’amore delle Persone divine, che si espande in tutta la creazione e raggiunge ogni uomo e donna.
Così leggendo i vangeli vediamo Gesù in questo atteggiamento: alla mercé degli uomini, dato a loro, specialmente durante la sua vita pubblica Gesù ci appare come una creatura “divorata” dai suoi fratelli: non si sottrae a nessuna stretta… tutti lo cercano, lo toccano, lo interpellano.
Gesù si lascia raggiungere da coloro che lo cercano (Zaccheo: Lc 19,1-10; l’emorroissa: Mc 5,25-34) anzi si propone a tutti come il Ristoro (Mt 11,28-29) e si sottrae dalla gente solo quando lo cercano per sottrarlo al Padre (moltiplicazione dei pani: Gv 6,14-15). Quando lo vogliono fare re non lo trovano, ma quando lo vogliono crocifiggere lo trovano.
Se lo cercano i bambini lo trovano; se lo cercano i malati, lo trovano; se lo cercano i dotti, i sapienti, gli scribi lo trovano, se lo cercano i poveri o le donne emarginate lo trovano… non dice mai “no” ad alcuno, non si rifiuta mai: è disponibile a tutti… disponibilità a parlare del regno di Dio e a compiere i gesti del regno, disponibilità a testimoniare che Dio è Padre provvido e misericordioso, che Dio vuole bene ad ogni persona e si prende cura di ognuno.
Così Gesù è la promessa fatta agli uomini da Dio e pienamente mantenuta; è la profezia di Dio che si compie: è la storia della salvezza che raggiunge il suo culmine perché con Lui e in Lui ogni persona trova il suo posto nel cuore di Dio. Egli che è tutto del Padre, è insieme tutto di coloro cui il Padre lo dona.
Non c’è un gesto solo della vita di Gesù con il quale egli abbia mostrato di occuparsi di se stesso, mai! Se si ritira sul monte, è per stare col Padre; se veglia tutta la notte è per il Padre e di giorno è per tutti. Non dice mai: “Basta! Adesso lasciatemi un po’ solo, voglio riposarmi”.

Gesù, il nostro salvatore

Gesù ci è donato, ma per che cosa? Non per aiutarci a fare i nostri mestieri, a svolgere le nostre mansioni terrene, ma per salvarci. Egli è disponibile verso tutti, per offrire a tutti la salvezza e per costruire già ora e qui il regno del Padre suo. Gesù è per noi, donato a noi, per renderci quello che lui è: uomini di Dio Padre e solo di Lui, figli per grazia, che possano entrare nella casa del Padre e diventare eredi del regno. Gesù non fa consistere il valore della vita nel momento presente del tempo, ma secondo le prospettive del futuro di Dio. Quando fa un miracolo non è per risolvere un problema temporale ma per rendere credibile il Regno, la volontà del Padre che vuole che tutti gli uomini siano salvi… per mostrare quanto è grande, creativa e forte la bontà del Padre.
Gesù nella sua dedizione ci fa cogliere che la vita terrena non è fine a se stessa, ma è un cammino verso quella futura e che il servizio verso gli altri non sta nel creare dei paradisi in terra, ma aiutare a cogliere l’amore del Padre nelle cose di ogni giorno.

Noi, con Gesù, dono

Guardando a Gesù vogliamo verificare la nostra dedizione agli altri. Siamo fatti di relazioni, viviamo relazioni ogni giorno, ma come le ha vissute Gesù le confrontiamo?
I nostri rapporti con gli altri anzitutto non possono essere alternativi ai rapporti con Dio Trinità: servizio e contemplazione non sono alternativi. I rapporti con gli altri devono essere un prolungamento del rapporto con Dio e devono portarci sempre di nuovo a Lui. La dedizione che dovrebbe caratterizzarci è la verifica della fecondità della nostra preghiera quotidiana.
L’origine dei nostri rapporti reciproci in famiglia, in parrocchia, nella società e in Azione cattolica è l’amore di Dio così come lo sperimentiamo con e in Gesù.
Se la carità di Cristo ci sollecita dentro (2Cor 5,14), il nostro servizio, il farci dono, sarà legato intimamente all’annuncio del Regno e al dono della salvezza. Sì, noi possiamo essere canali del regno e della salvezza se viviamo la fede forte e la carità generosa con la speranza che tutto osa.
Come ci relazioniamo con gli altri?
Gesù non si è mai lasciato distrarre dalla fedeltà al Padre nei suoi rapporti con gli altri.
Noi invece… Spesso a discutere di carità fraterna: fino a che punto ci sta il Signore… fin dove arrivare nel servizio… come utilizzare le cose del mondo… fin dove arriva la terra e dove incomincia il cielo… Siamo persone imperfette: non siamo dediti agli altri, perché forse non siamo pienamente del Signore?
Quando si è di Dio, si vive una sorta di identificazione con gli altri: quello che l’altro/a vive, mi riguarda e perciò mi preme come se fosse mio. Solo così nasce la fraternità in Cristo.
Però ci troviamo a giudicare circa le scelte, i comportamenti, il carattere degli altri… che peso hanno gli aspetti degli altri sul nostro dedicarci a loro? Come li vediamo? Ci facciamo trovare?
Anche nella vita di Gesù gli altri erano un “peso”: pensiamo al carattere di Pietro o alle richieste di Giovanni e Giacomo o a ciò che ha fatto Giuda o ai giudizi di Simone il fariseo sulla donna che piange sui piedi di Gesù o degli abitanti increduli di Nazaret, ecc.. Per tutti loro Gesù volle essere ed è dono del Padre: non ha fatto tante distinzioni… erano fratelli da salvare e da amare.
Guardiamo Gesù! Non ha visto in nessun uomo e donna un nemico, un estraneo, un colpevole: a tutti è andato incontro e ad ognuno ha offerto tenerezza, parola, amore, salvezza.

Leggi la meditazione della II Giornata di Spiritualità “Gesù, dono di salvezza del Padre
PER APPROFONDIRE E MEDITARE

• rileggi il testo e sottolinea ciò che condividi o prepara una tua considerazione o domanda.
• Leggi Gv 15,12-17: “amatevi gli uni gli altri”. Dove trovi l’energia per vivere la consegna di Gesù? Senti che la Messa quotidiana ti rigenera e ti fortifica in questo?
• Leggi Col 3,1-17: “la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio”. Che significato ha per te questo “essere nascosto/a in Dio”? I sentimenti nominati dal v.12ss sono quelli di Cristo, come li coltivi?
• Leggi Gc 1,19-25: ascoltare e mettere in pratica la Parola che è Gesù.

Leggi la meditazione della I Giornata di Spiritualità “Gesù: Figlio di Dio – Figlio dell’uomo – Uomo di Dio