Generare nella gratuità: un eccesso di amore per l’umanità

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Durante gli Esercizi spirituali di Avvento don Lorenzo Zani ci ha fatto gustare il valore e il profumo della Lieta Notizia attraverso quattro splendide meditazioni che ci hanno preparato all’Avvento, al Natale e alla riscoperta dell’amore assoluto, esagerato, profondissimo di Dio verso l’uomo, verso ognuno. Facendoci riconciliare con i nostri limiti e imperfezioni, donandoci la possibilità di capire con il cuore l’intreccio tra fede e vita, tra dono e servizio, tra il nostro essere figli e la paternità generatrice di Dio.

La prima meditazione offerta ha tratteggiato a vivide pennellate l’icona associativa dell’anno: l’incontro di Gesù con Marta e Maria nella casa di Betania.
Marta era distolta per i molti servizi. Maria ha scelto la parte migliore (Lc 10, 38-42)“. Marta la signora, Maria la trasgressiva… ci mostrano che se nella vita gli affanni sono inevitabili, avere un cuore pacificato ci rende liberi e gioiosi nel servizio, se ci mettiamo ai piedi di Gesù, alla sua scuola. Questa è la parte migliore, la più buona: l’ascolto e la preghiera, che intessono e trasformano le nostre giornate orientandole al bene, nella consapevolezza che il Signore ha cura di noi.

La seconda meditazione è stato un canto di lode e di affidamento, in cui don Lorenzo ci ha guidati per mano nel “Canto delle salite: come un bimbo svezzato in braccio a sua madre (Salmo 131)“, in cui l’orante – noi – riconosce chi è il Signore per lui/lei e impara a vedere se stesso e gli altri con gli occhi di Dio. E’ un inno alla misericordia di Dio, il riconoscimento del grande dono della vita con tutte le sue imperfezioni, da Lui accolte e trasformate nel miglior bene possibile. Abbiamo desiderato “rendere piana l’anima” come il salmista, rivolgere occhi, cuore e piedi verso il Dio/mamma che ama gratuitamente, senza condizioni, giorno per giorno.

Nella terza meditazione questo amore smisurato, eccessivo, totale e appassionato prende corpo nella donna che “spreca” il profumo ungendo il capo di Gesù, riconoscendo in Lui il vero e unico re, sacerdote, profeta e sposo. “L’unzione di Gesù a Betania: l’amore profetico di una donna (Mc 14, 3-9)” racconta questa azione, criticata e condannata da chi assiste, è riconosciuta, apprezzata e lodata da Gesù, che la vede per quel che è: un’azione buona, gratuita, profetica, da innamorata, da vera discepola.

Questo amore di Dio verso l’uomo e dell’umanità verso il suo Signore trova un suo vertice nella risposta pronta e fiduciosa di Maria all’angelo: “La Trinità e la vocazione di Maria (Lc 1, 26-38)” racchiude in sè l’azione continua di Dio che va incontro all’uomo e lo stupore, il discernimento e il fare spazio a Lui a cui tutti siamo chiamati. Libertà e sottomissione sono i segni di vita nuova in cui si lascia operare lo Spirito in noi e si diventa fecondi per noi e per gli altri.

Le meditazioni complete sono disponibili presso la segreteria diocesana…