Educare è roba seria

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Ho ripreso questo libro, che una persona cara mi aveva donato lo scorso anno, perché l’autore Jonny Dotti è stato a Trento nelle scorse settimane, invitato dall’associazione NOI Oratori per approfondire… la intramontabile serietà del tema educativo in questo mondo in continua evoluzione.

Il libro si compone di 5 lettere, espediente letterario per intercettare sui temi educativi fasce d’età e d’impegno diverse. C’è una lettera per i genitori “Diventare il tu degli altri”; una lettera per la  comunità “Per non essere una somma di like”; una lettera ad un sacerdote “Corresponsabili di un mondo che non abbiamo mai visto”; una ad un giovane “Non aver paura di aver paura!” e una lettera a due nonni “La tradizione è rivoluzionaria, per questo mettetevi in gioco”.

Delle 110 pagine del libro (Ed. EMI, 2018) vorrei riprendere la riflessione in merito alla comunità, che rischiamo di trasformare, secondo Dotti, in immunità, ovvero luogo ossessionato dalla  necessità di proteggersi fino ad avvitarsi su di sé. Questo accade quando si ha paura, quando si pensa che dall’esterno non possano venire che pericoli e minacce, che chi sta fuori non vuole far altro che distruggere il nostro orticello, dice l’autore. L’altro rischio è quello di una comunità funzionale, dove non sono necessarie connessioni tra le persone perché ognuno è autonomo nel suo agire (mi connetto con il mondo come e quando desidero e mi ritengo autonomo in ogni mia decisione). Sono questi i due estremi.

In mezzo c’è la comunità che oggi, secondo l’autore, deve diventare capace di con-gregare. Sostiene infatti che per rigenerare una comunità che possa rappresentare un orizzonte di senso e di appartenenza aperta è necessario generare nuova responsabilità e nuova autorità, intesa come punto di riferimento. È ancora una volta la corresponsabilità (parola nota anche nel linguaggio Ac) che deve mettere in movimento l’intera comunità e uno dei luoghi dove viverla, secondo l’autore, potrebbe essere quello dell’oratorio: è il luogo comunitario per eccellenza, che risponde alla domanda educativa e alla domanda di formazione che si respira oggi. Non c’è un manuale su questo; conosciamo però la Parola, e a quella ci aggrappiamo: quella che dice “Faccio nuove tutte le cose”, che invita con fede a rimboccarsi le maniche e ripartire da ciò che c’è per renderlo nuovo, conforme alle esigenze dell’oggi, capace di traghettare le nostre comunità verso il domani.