# Crescere digitali

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È inutile girarci attorno. La nostra società sta diventando sempre più “digitale”, sempre più la rete informatica permea il nostro agire quotidiano. Impostare il programma di una lavatrice fa parte del nostro normale agire quotidiano, qualunque sia la nostra età anagrafica!

La tecnologia, oltre ad aver trasformato gli strumenti presenti nelle nostre case, sta mostrando le sue potenzialità nella sfera più legata alla comunicazione e alla gestione delle relazioni. In questi ultimi anni abbiamo  imparato a riconoscere il suono di termini come e-mail, post, chat, Facebook, Whatsapp… tutte parole inglesi che raccontano di nuove opportunità per mettersi in contatto con le altre persone. Il libro “#crescereDIGITALI” a cura di Borrelli, D’Antoni e Nardelli (ed. AVE, 2017), prova a fare il punto su questi concetti a partire dal compito educativo che l’Ac e in primis l’Acr hanno nei confronti dei ragazzi che, nati quando la tecnologia era già entrata nelle nostre case, non hanno alcuna difficoltà nell’uso di questi mezzi, per la vita o per la comunicazione. Il compito ora è aiutarli a gestire questa mole di strumenti per crescere “connessi e felici”, come dicono gli autori. Il libro offre spunti teorici e pratici di approfondimento. Rivoltella, uno dei coautori, propone Autoregolazione, Accompagnamento e Alternanza come indicazioni di base per aiutare i ragazzi a gestire il loro utilizzo/consumo di strumenti digitali; allo stesso tempo, una volta protetti con la “regola delle 3A”, i ragazzi andranno stimolati all’uso consapevole di strumenti che già utilizzano abbondantemente. Il motto che viene proposto è “prima di postare, pensa”: postare è il neologismo che descrive l’azione dell’inserire un contenuto personale nella rete. La sollecitazione è educare i ragazzi (ma anche molti adulti!) a sviluppare la prudenza, prendendosi il tempo per valutare ciò che poi sarà di patrimonio comune in modo irreversibile; crescere nella temperanza, per educare ad un uso equilibrato di questi strumenti; sviluppare il coraggio, per  denunciare chi utilizza la rete per fare il bullo. Ultimo consiglio educativo: allenare la virtù della carità: aiutare i ragazzi a “scendere da cavallo” sullo stile del Samaritano, per incontrare l’altro, la realtà, per accompagnarli ad incontrare gli amici e le altre persone nella vita reale.