Bakhita – diario di una schiava divenuta santa

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“Pur avendo la più bassa incidenza regionale della schiavitù moderna nel mondo, l’Europa rimane una destinazione e in misura minore una regione di origine per lo sfruttamento di uomini, donne e bambini in lavoro forzato, sfruttamento sessuale e commerciale.” The Global Slavery Index 2016 Report, Europe*

Il rapporto del 2016 sull’Indice Globale di schiavitù fotografa un mondo vicino a noi in cui le persone hanno carni martoriate da chi maneggia frusta e potere anche se oggi le fruste non lasciano ferite e i padroni non passano il sale sui tagli, per evitare che le carni si cicatrizzino troppo in fretta e si rischi di dimenticarsi “di chi si è”. Le prostitute ai margini della città, gli operai che producono molti degli abiti acquistati per pochi euro… si gli schiavi esistono anche oggi. Per questo anche oggi sono ancora necessarie associazioni come Slaves no more°, (non più schiave): «Con questa associazione – spiega suor Eugenia – vorremmo poter agire in modo ancora più efficace per prevenire e contrastare le violenze sulle donne e per combattere il fenomeno della tratta, lavorando in rete con altri gruppi, enti e associazioni sia in Italia che all’estero. Quello del traffico di esseri umani si configura, infatti, come un fenomeno che tocca diversi Paesi di origine, transito e destinazione con cui vorremmo intensificare contatti e collaborazioni».
Dal cielo assicura forza a questi progetti suor Giuseppina Bakhita, dichiarata santa nel 2000, vissuta tra il 1869 e il 1947. A disposizione in sede Ac abbiamo il libro Bakhita, il diario di una schiava divenuta santa, [2004, ed piemme], che ne tratteggia la vita collocandola nel solco dell’attività fatta dalla Chiesa per debellare la piaga della schiavitù. Bakhita è una sudanese che, ancora bambina, visse l’esperienza del rapimento, dell’essere venduta, comprata, marchiata. Che trovò il coraggio di fuggire e poi, una volta catturata, di nuovo, la forza per provare a costruirsi una strada diversa, facendosi scegliere come serva di un console che la portò in Italia. Regalata ad una famiglia dalla quale infine, pur con fatica si liberò, scoprì nella fede in Dio Padre Amore, in Maria sua Madre l’origine di quella forza che l’aveva guidata. Per questo dal 2000, l’8 febbraio suo giorno Natale, è anche il giorno di memoria e azione contro tutte le tratte di schiavi.

* http://www.globalslaveryindex.org/
° www.slavesnomore.it