Armida Barelli, Sorella tra sorelle

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Nel solco delle celebrazioni per la beatificazione di Armida Barelli, riportiamo alcuni contributi di approfondimento.

Dalla beatificazione del 30 aprile 2022:

vedi www.armidabarelli.net

 

 

Le parole di Papa Francesco all’Angelus del 1° maggio

«Ieri, a Milano, sono stati beatificati don Mario Ciceri e Armida Barelli. Il primo era un vice-parroco di campagna; si dedicava a pregare e confessare, visitava i malati e stava con i ragazzi all’oratorio, come educatore mite e guida sicura. Un esempio luminoso di pastore. Armida Barelli è stata fondatrice e animatrice della Gioventù Femminile di Azione Cattolica. Girò tutta l’Italia per chiamare le ragazze e le giovani all’impegno ecclesiale e civile. Collaborò con Padre Gemelli per dare vita a un Istituto secolare femminile e all’Università Cattolica del Sacro Cuore, che proprio oggi celebra la Giornata annuale e in suo onore l’ha intitolata “Con cuore di donna”. Un applauso ai nuovi Beati!».

Dalla Santa Messa di ringraziamento ad Assisi

L’Azione cattolica nazionale ha celebrato la nuova Beata con una Santa Messa di ringraziamento l’1 maggio ad Assisi, presieduta dall’Assistente nazionale mons, Gualtiero Sigismondi, che ha letto il carisma e la missione di Armida come risposta provvidenziale, “regia di Dio, che tutto dispone” all’«anelito espresso dal cardinale Newman, scomparso qualche anno dopo la nascita di Armida: “Voglio un laicato non arrogante, non precipitoso nei discorsi, non polemico, ma uomini e donne che conoscono la propria religione, che in essa rientrino, che sappiano bene dove si ergono, che sanno cosa credono e cosa non credono, che conoscono il proprio credo così bene da darne conto di esso; che conoscono così bene la storia da poterlo difendere”». La ha descritta con le parole dell’amico spirituale: «La sua personalità viene così delineata da padre Gemelli: “Era inconfondibile: la franchezza dello spirito, l’ingegno intuitivo e pronto, la capacità di attuare il programma lavorativo stabilito, l’essere sempre con il sorriso e il suo spirito accogliente per tutti, specie per gli umili”. Col cuore gettato oltre ogni ostacolo, ha dato vita con coraggio virile sia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sia alla Gioventù Femminile di Azione Cattolica, a cui era solita raccomandare come Sorella Maggiore: “Lasciate al Signore la cura del vostro avvenire, preoccupatevi dei suoi grandi interessi”».
«La grandezza di questa donna sta nella luminosità della sua coscienza. La grande basilica della sua vita poggia sulla cripta della sua coscienza, illuminata dalla Parola. “La sua esperienza personale – scrive Papa Francesco – segna un passaggio decisivo nella missione del laicato: non più una condizione di minorità, ma la scoperta di come quel vissuto laicale all’interno del popolo di Dio sia la strada per vivere la santità”. Stare dentro la Chiesa con la passione per le vicende del mondo: questo è l’insegnamento che la nuova beata ci trasmette». L’omelia completa

Le celebrazioni in Trentino

vedi https://operaarmidabarelli.org/

In Trentino, l’Opera Armida Barelli e le parrocchie roveretane di San Marco e Sacra Famiglia hanno celebrato la beatificazione della Sorella maggiore con una Santa Messa presieduta dal cardinal Gualtiero Bassetti giovedì 5 maggio alle ore 20.00, che ha riportato la santità di Armida Barelli nella scia dell’amore totale, dell’impegno coinvolgente e dell’abbandono in Dio come sorgente della fede.

Venerdì 6 maggio infine, presso il Teatro Rosmini di Rovereto, il vicepostulatore per la causa di beatificazione di Armida Barelli Ernesto Preziosi e la delegata vescovile per i laici Cecilia Niccolini hanno ben tratteggiato la storia di questo mirabile esempio di “santità della porta accanto” (secondo le parole del parroco don Ivan Maffeis), colto dentro il suo tempo e attuale anche oggi. L’incontro ha preso l’avvio dalla lettura di stralci del diario della Beata e della biografia ufficiale scritta a suo tempo da Maria Sticco, da cui sono emersi il carattere, gli atteggiamenti, le scelte, il fine umorismo, la caparbietà e la fede limpida. Il contributo del professor Preziosi ha evidenziato tutta la bellezza di questa donna che come poche altre ha segnato la sua epoca sia per l’apostolato missionario, sia per l’impegno eminentemente religioso, ma con forti ricadute sociali, culturali e politiche. Armida Barelli, con la sua risposta vocazionale e la scelta di consacrazione laicale, ha operato con cuore generoso, abilità organizzativa e fede salda per l’emancipazione femminile, grazie ad una rete capillare di convegni, raduni, pubblicazioni, incontri formativi e approfondimenti. Il suo impegno diretto è stato risposta alla fedeltà al Sacro Cuore e alla regalità di Cristo (per la ricristianizzazione dell’Italia, contro il regime totalitario fascista), con “fermezza infantile e granitica”; ha contagiato giovani donne di ogni regione ed estrazione sociale, che hanno testimoniato con gioia e consapevolezza il trinomio “eucarestia, apostolato ed eroismo” della Gioventù Femminile; ha realizzato una rete capillare di formazione spirituale di dimensione nazionale, con un’associazione estesa e popolare che con coraggio e fierezza ha rivitalizzato le parrocchie, curato una devozione viva verso il Papa e aperto la strada al protagonismo femminile in famiglia, in parrocchia, nel lavoro, nella politica e nell’impegno sociale.
Cecilia Niccolini ha riportato l’esperienza di vita di questa “Sorella tra sorelle” nella realtà del Trentino dell’epoca, partendo dall’immagine dell’Apocalisse della “moltitudine immensa, che nessuno poteva contare”: una miriade, una schiera di volti di persone che ci hanno preceduto, laici che hanno fatto la storia cristiana, sociale e politica anche del nostro territorio, con fantasia, impegno e dedizione, portando il tessuto della Chiesa nelle realtà sociali, Ha ricordato alcune figure femminili di spicco di Rovereto, come Carmela Rossi per l’Azione cattolica (anche a livello nazionale), la fondatrice dell’Opera Armida Barelli Maria Branzi e la sua direttrice Amalia Guardini, che con la forza dell’interiore motivazione religiosa dell’adesione laicale al Vangelo e l’uso dell’intelligenza e della cultura hanno saputo discernere, impegnarsi e “rispondere con coraggio e coerenza alle istanze della storia”.