Stringere le mani al mondo

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stringere le mani al mondoIl libro si compone di una raccolta di scritti di Roul Follerau. Vissuto tra il 1903 e il 1977 ha dedicato la vita a combattere la lebbra istituendone la giornata mondiale nel 1954.

Ho constatato quanto la mia normale quotidianità [Mi sono alzata; fatta colazione ho ascoltato le notizie dal mondo e sono uscita per andare al lavoro. Allo scadere delle otto ore sono volata a casa. Ho preparato cena, guardato un po’ di TV e sono andata a letto] fa a pugni con la strabordante apertura di Roul: un uomo che stringe mani e, quando le leggi lo impediscono, – perché non è lecito dare la mano ad un lebbroso – risolve abbracciandolo.

Roul è l’uomo che dona la speranza ai malati, che assicura alla vita, grazie ai finanziamenti raccolti in tutto il mondo con il suo semplice messaggio d’amore: “tutto sarà salvato se saprete amare”.

Roul è l’uomo che ti guarda dentro. Che mi guarda dentro. Che non si lascia sopraffare dalle scuse che sono brava a montare: “io qui ho da fare, i lebbrosi sono lontani, prendi questi 50 euro, curali tu che sei esperto”. Roul è l’uomo che i 50 euro me li rispedisce a casa. La carità, lui, non la sopporta.

Roul è l’uomo che chiede solo Amore.

Sa anche guardare lontano: la lebbra è solo una delle miserie umane. Con l’Amore possiamo sanare anche queste altre disperazioni, che, al pari della lebbra, rendono l’uomo solo, cieco, debole, incapace di reagire. E le miserie sono qui, accanto a noi, oggi come allora. In me e fuori di me.

Roul ci indica la strada: ”Stringere le mani del mondo” è il titolo del libro che è un messaggio di vita speciale per i giovani. Non sentiamoci esclusi se abbiamo superato i diciotto anni. Possiamo tutti rimboccaci le maniche e per prepararci a stringere le mani al mondo possiamo far nostre le parole che il lebbroso rivolge a Gesù “Signore, se vuoi, puoi purificarmi”.

E allora, domani potrei alzarmi, ringraziare il Signore del nuovo giorno e fare colazione ricordando la fatica di chi ha coltivato caffè e cacao; andare al lavoro e mostrare attenzione oltre che alle cose da fare anche alle persone con cui le faccio. Potrei anche decidere di donare il salario di un’ora del mio lavoro per una causa importante. Telefonare ad un’amica che da poco non ha più un lavoro. Dopo cena potrei leggere un libro che mi faccia pensare un po’.

Solo ingenue promesse? Anche no, se saprò, per un po’, stringermi all’altro e all’Altro.