Azione Cattolica Italiana

Ruolo di «Avvenire» e impegno dell’Azione Cattolica

di Matteo Truffelli*- Caro direttore, desidero ringraziarti per la significativa ed efficace campagna di informazione che Avvenire ha condotto in questi mesi in merito al dibattito sullo ius culturae. La carrellata di volti, nomi, storie e speranze con cui quotidianamente i lettori del giornale hanno potuto confrontarsi, e a cui giustamente avete scelto di dedicare l’intera prima pagina dell’edizione domenicale, ha rappresentato, innanzitutto, un esempio di buon giornalismo. Un contributo serio e circostanziato alla formazione di un’opinione pubblica libera e informata. Non è poco. (Continua)

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“Conversazioni a Spello”. L’intervento di Ferruccio de Bortoli

“Senza una discussione meno formale e più approfondita di quello che è accaduto in questi ultimi anni, il mondo cattolico dimostra nei fatti di subire, anziché contribuire a formare secondo gli insegnamenti evangelici, i provvedimenti che una società moderna non può non affrontare”. È un passaggio dell’intervento su Cattolici, politica e società” tenuto da Ferruccio de Bortoli, già direttore del Corriere della Sera e de Il Sole 24 Ore, oggi presidente della Casa Editrice Longanesi, alla prima edizione delle “Conversazioni a Spello”, volute dall’Azione cattolica italiana, con la collaborazione dell’amministrazione della cittadina umbra, allo scopo di offrire occasioni di dibattito culturale, religioso e sociale presso Casa San Girolamo: casa di spiritualità dell’Ac italiana, luogo privilegiato per la formazione alla fede e al dialogo con il mondo. Un impegno per cattolici: “La difesa dei valori repubblicani. Ridare sostanza a un senso di cittadinanza inaridito da nuove forme di egoismo e di individualismo rese devastanti dalla Rete”.

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Don Tony Drazza intervistato dal settimanale «Credere»

Secondo l’assistente nazionale dei giovani dell’Azione Cattolica, alle nuove generazioni mancano modelli di adulti cui fare riferimento. «Per questo», dice, «sogno che le parrocchie siano luogo di incontro tra le diverse età della vita».Tra un anno, nell’ottobre 2018, si aprirà la 15ª Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi che metterà a tema «i giovani, la fede e il discernimento vocazionale». In preparazione a questo importante evento ecclesiale, il settimanale «Credere» pubblicherà periodicamente storie che vedono protagonisti i giovani e chi si occupa di pastorale giovanile. Nel numero in edicola questa settimana, si parte con la bella intervista di Francesca D’Angelo al nostro don Tony.

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I giovani di Azione Cattolica in discernimento

di L. Alfarano, M.Tridente, don T. Drazza - Il Sinodo che si terrà nel 2018 vuole essere il mezzo attraverso cui la Chiesa si avvicina sempre più ai giovani, proponendo come tema – caldissimo – quello del discernimento vocazionale. Anche il settore giovani di Azione Cattolica, durante i campi nazionali che si sono tenuti quest’anno ad Anagni e Fognano, ha suggerito ai molti partecipanti percorsi di discernimento, sia personale che comunitario: riflessioni accolte con entusiasmo, proprio perché nodo centrale della nostra vita, spesso bombardati da mille possibilità e dunque spaesati, in un mondo che non ha tempo per “elogiare la lentezza” del processo di discernimento. Perché riconoscere, interpretare, scegliere – i tre verbi suggeriti da Papa Francesco in Evangelii gaudium per un buon discernimento vocazionale – sono un compito che richiede tempo e silenzio per poter leggere la propria vita.

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Presidenti e Assistenti a Convegno, per l’Ac di oggi e di domani

di Gianni Di Santo - A Bologna lo scorso 8-10 settembre si sono riuniti i presidenti e assistenti diocesani per prepararsi al prossimo triennio associativo ricco di impegni. La prima parte del Convegno ha fatto memoria della lunga storia dell’Ac. Poi, il presidente Matteo Truffelli ha tracciato le rotte per “incamminarsi lungo la Galilea” e mons. Gualtiero Sigismondi ha elencato un decalogo del discernimento pieno di spunti da condividere. Custodire, generare, abitare: sono i tre verbi del futuro per un’Ac che ha voglia di mettersi al servizio del paese e della Chiesa. Con la sua storia, lunga ormai 150 anni. E con i suoi volti di giovani e adulti, passando per i ragazzi e gli anziani, intrisi di passione e sorriso per un impegno pastorale e sociale che implica però anche una ricerca personale e spirituale.

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Dalla riflessione di mons. Sigismondi

I Presidenti e Assistenti di Azione Cattolica riuniti per il Convegno di Bologna sono stati accompagnati a chiedersi e a comprendere cosa significhi e cosa si intenda per “discernimento comunitario”. Un discernimento che si collochi dentro la conversione missionaria del nostro tempo e guardi alla nostra storia associativa, aiutandoci a intendere la nostra responsabilità nei confronti del patrimonio di cui siamo custodi. Un patrimonio ricco, sostegno per l’Associazione nel suo “sporgersi in avanti” e nel continuare a capire come “restare fedele alla propria identità pur cambiando” (Matteo Truffelli). Chiamati - come e in quanto Azione Cattolica - a compiere questo “atto di intelligenza spirituale” che sopra ogni cosa ci consente di comprendere e mettere in pratica ciò che a Dio è più gradito. Mons. Gualtiero Sigismondi, a tal proposito, ha suggerito ai partecipanti un possibile decalogo per vivere il discernimento come un’arte: 1. Stimare gli altri superiori a se stessi gareggiando nel sopportarsi a vicenda nell’amore. 2. Saper nutrire un po’ di diffidenza verso il proprio giudizio. 3. Trovare soluzioni condivise cercando i punti di convergenza a partire da quelli di tangenza tendendo al massimo bene possibile e non al minimo indispensabile. 4. Coniugare analisi e sintesi: “non basta utilizzare il telescopio ma anche il microscopio” perché il tutto è più importante della parte. 5. Riconoscere che un’individuazione dei fini da sola non basta senza i mezzi concreti per raggiungerli. 6. Avere memoria del futuro interpretando “i sogni degli anziani e le visioni dei giovani” senza cedere la Parola alla nostalgia e all’utopia perché entrambe soffocano la profezia. 7. Avere l’umiltà di avviare processi a lunga scadenza senza lasciarsi superare dall’ossessione di raggiungere risultati immediati. 8. Imparare a tendere l’orecchio alla Parola di Dio e a sentire il polso del tempo e della vita. 9. Avere la serena consapevolezza che tutto concorre al bene. 10. Tenere insieme dottrina e pastorale.

Andiamo allora in Galilea abbandonando le nostre certezze e il nostro sentirci “evangelizzatori di professione” e accreditandoci non come portatori ma come cercatori di Cristo!

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L’Alleanza contro la povertà sull’introduzione del Rei

L’introduzione del Reddito d’inclusione (Rei) è un’importante innovazione strutturale che riprende numerosi aspetti della misura proposta dall’Alleanza contro la Povertà in Italia, cui aderisce anche l’Azione Cattolica, recepiti durante il dibattito parlamentare e presenti nel Memorandum siglato lo scorso aprile con il Governo. Va dato atto a Governo e Parlamento di avere conseguito un risultato importante. La prossima Legge di Bilancio rappresenterà però un passaggio storico della lotta alla povertà nel nostro Paese. Si deciderà, infatti, se la recente introduzione del Rei costituirà l’ennesima riforma incompiuta nella storia italiana oppure il punto di partenza di un percorso capace di costruire risposte adeguate per tutti gli indigenti.

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Vile attentato mafioso al sindaco di Taurianova

La Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica esprime la sua più ferma e dura condanna per il gravissimo attentato dinamitardo che la scorsa notte ha distrutto l’auto di famiglia di Fabio Scionti, sindaco di Taurianova e consigliere della Città Metropolitana di Reggio Calabria con delega ai Lavori pubblici e urbanistica, da sempre impegnato in Azione Cattolica, già presidente parrocchiale nella sua cittadina. Non è la prima volta che il sindaco Scionti è oggetto di minacce e atti intimidatori. All’inizio dell’anno gli sono state recapitate una serie di lettere minatorie contenenti minacce di morte. La bomba della scorsa notte segna però un pericoloso salto di qualità della minaccia mafiosa. Ecco perché chiediamo e confidiamo nella pronta azione delle Forze dell’Ordine affinché sia garantita l’incolumità di Fabio e della sua famiglia e sia fatto tutto il possibile per assicurare alla giustizia gli autori materiali e i mandanti del vile attentato; un atto di barbarie che avrebbe potuto produrre ben più gravi conseguenze. Mettendo in campo competenze e valori importanti, l’azione amministrativa virtuosa del sindaco Scionti, evidentemente fondata sulla legalità e sulla assoluta trasparenza amministrativa, nuoce a quanti vogliono continuare a fare i loro sporchi interessi sulla pelle di una comunità e di una terra che già troppo ha subito il giogo ndraghetista, e che oggi attraverso l’azione coraggiosa di uomini come Fabio cerca di realizzare il suo riscatto civile, socio-economico e culturale, dando speranza ai tanti calabresi che non intendono più cedere il passo al potere criminale e mafioso. Al sindaco Scionti e alla sua famiglia l’abbraccio di tutta l’Azione Cattolica. L’invito a continuare il suo ministero civile. Siamo con te, caro Fabio, insieme ai tanti cittadini onesti, la Chiesa di Calabria, le istituzioni e le associazioni che lavorano per costruire nella legalità un futuro migliore per Taurianova e per la Calabria tutta. AC Calabria - Il testo del cominicato di solidarietà a Fabio Scionti

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Ricordo di don Cesare Massa

di Edoardo Zin - Figura profetica, capace di anticipare i tempi del futuro Concilio e del dialogo tra le diverse confessioni religiose, don Cesare Massa ci ha lasciato lo scorso luglio. Decano del clero vercellese, prima di prendere i voti nel 1969, fu dirigente nazionale della Giac con la presidenza Rossi che gli affidò il settore dei Seniores-professionisti e successivamente la direzione dell’Ave. Con mons. Bettazzi, tra gli artefici di Pax Christi. Nel giorno della sua ordinazione, «Carretto, diacono, portava l’evangelario, Enzo Bianchi – a cui Cesare aveva indicato il luogo di Bose per la sua nascente comunità monastica – lesse le preghiere dei fedeli».

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Una delegazione nazionale con Truffelli a Lampedusa: il grazie dell’Ac alla comunità dell’isola

Nei suoi 150 anni di storia, l’Azione Cattolica Italiana è sempre stata “tra la gente, con la gente, per la gente, dalla gente”. Questo è quello che vuole continuare ad essere; questo è quello che vuole continuare a fare in ogni luogo del nostro Paese, in particolare là dove le condizioni sono più difficili e le persone sperimentano la fragilità. E Lampedusa è certamente uno di questi luoghi. Un luogo di “confine” che non consente esercizi retorici, ma impone un impegno costante, fatto di intensa solidarietà e di prassi virtuose, ma anche di fatiche e difficoltà, così come accade in ogni occasione in cui ci si pone “in uscita”.

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Azione Cattolica Italiana / Lo scenario

W la scuola

Un’occasione per mettere a fuoco e riflettere sulle principali scelte contenute nella proposta del Governo denominata “La buona scuola”, ancora in discussione al Parlamento: è l’obiettivo del seminario «Che scuola vogliamo?» promosso dall’Istituto “V. Bachelet” e dal Settore Giovani di Ac, venerdì 19 giugno, alle ore 16.00 presso la Domus Mariae (Roma, via Aurelia 481). Partecipano: Carmela Palumbo, Alessandro Pajno, Luisa Ribolzi, Anna Poggi, Gioele Anni, Elisabetta Brugé, Gian Candido De Martin. (È gradita conferma di partecipazione)

Il sogno di una scuola possibile di Ilaria Vellani